L'Algoritmo ai raggi X
Sul primo numero della nuova "Next Station" Salvatore Proietti mette sotto la lente "L'algoritmo bianco" e il suo protagonista, Gregorius Moffa. Con interessanti considerazioni sul sottoscritto, la fantascienza italiana, il post-cyberpunk e la narrativa di genere d'Oltreoceano...

Partendo dal mio dittico di storie, Proietti traccia un'articolata e lucida disamina sul genere e sui suoi meccanismi espressivi. E individua nella fantascienza italiana più recente il "compimento di un processo di interiorizzazione della lezione del cyberpunk e di Blade Runner" che apre nuove e interessanti prospettive...
"Dario Tonani ci ha abituato ai suoi personaggi poco riflessivi ma pronti a fare la cosa giusta. Se lo spettro dei generi da lui affrontati sta diventando sempre più ampio (fantascienza, orrore, thriller), non dovremmo spaventarci se presto dovessimo abituarci anche a considerare Tonani come un “autore” nell’unico senso che conta: uno scrittore dalla firma sempre più personale. Forse, un Elmore Leonard in the making".
Benzina sul fuoco, che anche Moffa — notoriamente piuttosto immune alle lusinghe — apprezzerebbe molto.
Canale Apparizioni - 24-01-2010 - Segnala a un amico
Un futuro in salsa noir
E' sempre 'Urania' a patrocinare le nuove avventure di Tonani nel futuro prossimo: sotto il titolo 'L'algoritmo bianco', vengono infatti pubblicate (sul n. 1544) due storie idealmente legate fra loro. La prima è quella che dà il titolo al volume, la seconda 'Picta muore!', racconta di una città che, pur trovandosi a una settantina di chilometri da Milano, non dovrebbe neppure esistere.
A fare da filo conduttore è la visione di un futuro pericoloso e degradato nel quale lo spietato killer Gregorius Moffa — che Tonani descrive come il suo lato oscuro — dà la caccia a un nuovo e tremendo virus informatico di cui tutti vorrebbero appropriarsi, Interpol compresa. Ne seguono una catena di vicende mozzafiato, dal tipico sapore noir, che gli appassionati del genere hanno giudicato più che favorevolmente". [...]
(Ettore Mancino su "L'Almanacco della Fantascienza 2009" — Bonelli Editore)
