Fantascienza italiana? A volte ritorna. Anche in edicola, dove per decenni – almeno in casa Urania – è stata off-limits, bandita da quello storico “A Lucca mai” che ne decretò quasi la morte in culla. Ma i tempi cambiano, curatori ed editor pure, e di nuovi scrittori il genere ne sforna a getto continuo, con ritmi impressionanti. Anche nel Bel Paese.

Ventidue anni fa arrivò lo Speciale di Urania “Tutti i denti del mostro sono perfetti” curato da Valerio Evangelisti, un omaggio ai 45 anni della storica testata mondadoriana (14 grandissimi nomi, tra i quali Niccolò Ammaniti, Daniele Brolli, Enzo Fileno Carabba, Sandrone Dazieri, Franco Forte, Michele Mari, Luca Masali, Tiziano Scarpa, Dario Voltolini, e una sola donna, Nicoletta Vallorani. Quasi tutti autori che hanno avuto gloria e fortuna… altrove!).

Un anno dopo fu la volta di “Strani Giorni”, un Millemondi a cura di Franco Forte e Giuseppe Lippi. Qui i racconti erano addirittura 22, di 23 autori provenienti in molti casi da ambienti estranei o quasi alla science fiction, o migrati poi verso lidi attigui e più remunerativi (l’immancabile Valerio Evangelisti, e poi Remo Guerrini, Giampaolo Simi, Roberto Barbolini, Vittorio Curtoni, solo per citarne qualcuno. E – udite udite – tre donne). Un’operazione che contribuiva a colmare un vuoto, se non proprio un buco nero, destinata a sdoganare molto timidamente un sottobosco che agli stessi lettori di Urania era pressoché sconosciuto. In Italia, guarda un po’, c’erano (bravi) autori che si cimentavano nel genere (magari provenendo anche dalla “scrittura seria”, il giornalismo). Insomma, una scoperta…

Oggi, a oltre vent’anni da quell’ultima uscita, l’operazione di riportare la fantascienza italiana di qualità in edicola, tocca uno stadio successivo, una sorta di “consacrazione definitiva”, con “Strani Mondi”, in calendario per luglio: 17 scrittori di nuova generazione (o quasi), per un totale di 15 racconti, e addirittura cinque autrici (leggi anche l’articolo su Fantascienza.com).

In queste tre missioni in orbita, i nomi ricorrenti – i veterani o i reduci, come li si voglia chiamare – sono davvero pochissimi, solo quattro, apparsi almeno in due volumi, chi in qualità di curatore, chi nel ruolo di autore o di saggista, chi in quasi tutti: il Valerio (Evangelisti) nazionale, il compianto Giuseppe Lippi, Franco Forte e il sottoscritto, che nel 1998 fu della partita, tra tanti mostri sacri, con una sorta di “wild card”, il racconto “garze”, vincitore nel 1994 del Premio Lovecraft.

Ovviamente, qualcuno ricorderà anche lo Speciale Horror “In Fondo al nero”, curato da Gianfranco Nerozzi nel 2003: altra infornata di grandissimi autori (Carlo Lucarelli, Eraldo Baldini, Luca Masali, Isabella Santacroce. Luigi Bernardi… E poi, piccolino, pure io), ma a parte il collante orrorifico, a rigore di logica la raccolta non era composta da sole storie italiane per la presenza di un racconto di Douglas Preston.

Emozionante, permettetemi di confessarlo, far parte dell’equipaggio anche questa volta, nel 2019. Del mio “Picadura” non dirò nulla, anche se sono in tanti a chiedermi se si tratta di una storia in qualche modo legata all’universo narrativo di Mondo9 e di Naila. Leggerete e vedrete. Mi importa invece, menzionare l’introduzione di Franco Forte e soffermarmi sulla postfazione di Silvio Sosio, intitolata “L’età dell’oro della fantascienza italiana”, un’autentica radiografia dello stato attuale del genere alla luce di quanto espresso in questi ultimi anni da un manipolo di scrittori definiti “una interessante selezione del meglio della science fiction del nostro Paese”.

Quanto al lancio, il conto alla rovescia è partito con larghissimo anticipo, già in questi giorni con un referendum sulle due splendide copertine proposte da Franco Brambilla alla redazione di Urania, che ha raccolto – tra social e blog – la bellezza di 680 preferenze. Per la cronaca, anche per un astronauta/copertinista esperto come Brambilla, questo volume tutto italiano è una sorta di battesimo del volo: a precederlo, nel 1997, fu addirittura l’immenso Karel Thole, e l’anno dopo Maurizio Manzieri.

Come cambiano i tempi! Futuro compreso.

Leggi l’articolo anche sul Blog di Urania.