La chiamano Climate fiction, ed è uno dei sottogeneri più interessanti della fantascienza degli ultimi anni. Nata in realtà a cavallo tra Science Fiction e mainstream di denuncia verso l’inettitudine del sistema economico e di potere nei confronti del cambiamento climatico, la cosiddetta Cli-Fi ha avuto come maggiori interpreti del passato più o meno recente autori del calibro di James G. Ballard, Amitav Gosh e Margaret Atwood.

In origine, era una sorta di ibrido tra i filoni ambientalista, catastrofico, postapocalittico e distopico, senza un nome distintivo, né un’identità precisa. Solo nel 2007 si guadagna quello che sarà il suo sdoganamento ufficiale, grazie proprio a un’etichetta – “Climate fiction“, appunto – usata per la prima volta dal giornalista americano e attivista del clima Dan Bloom.
Il resto è storia recente, come lo sono le due anime che la caratterizzano: da una parte il solarpunk, dall’altra il catastrofico e la distopia, tanto da generare le sotto-etichette “distopia climatica” o “eco-distopia”. In compenso, gli autori in qualche modo ascrivibili all’uno e all’altro filone crescono di numero, inglobando di volta in volta (e secondo criteri spesso discutibili) nomi di peso come Michael Crichton, Ian McEwan, Cormac McCarthy e Kim Stanley Robinson, quest’ultimo attivo al punto da essere riconosciuto come una sorta di capofila del genere.
Nessuna ambizione di tracciare neppure una microstoria della “Climate fiction“, ma una premessa doverosa per inquadrarla nel mosaico di etichette oggi presente nel bouquet tematico della fantascienza.
È in questa cornice che s’inseriscono il romanzo del sottoscritto “Il trentunesimo giorno” (Oscar Fantastica, Mondadori, 2023) e i suoi racconti spin-off: “Zavorranti” (in calce a “Il mare cambia” di Nancy Kress, Urania 1728, 2024), “Cieli di Fango” (Robot 103, Delos Books, 2025) e appunto il recentissimo “Lo stormo”, inserito nell’antologia “Fuoco dalla terra” curata da Luca Ortino e Carmine Treanni per Delos Books (2026).
Ma di che cosa parla il racconto, che fa parte delle “Storie del trentunesimo giorno”?
La frazione isolata di una piccola comunità montana viene letteralmente spazzata via da una devastante tempesta d’acqua e fulmini, originata da una supercella temporalesca. In una manciata di minuti la scuola del paese viene sbriciolata dalla furia del nubifragio e i ragazzi, sbalzati all’esterno, si ritrovano dispersi in torrenti di fango e detriti e in balia di venti impetuosi.
Le autorità a valle decidono d’ingaggiare per le ricerche due zavorranti, padre e figlia adolescente, che per giorni battono boschi, canaloni e pendii scoscesi alla ricerca dei dispersi.
Stravolti dalla fatica e ormai sul punto di abbandonare la missione, individuano, oltre un crinale, uno stormo di sagome nere che solca il cielo entrando e uscendo dalle nubi. È la scolaresca che stanno cercando da giorni con tanta ostinazione?
In uno scenario d’alta montagna reso spettrale dalla solitudine e dalla natura selvaggia, tra declivi verdissimi e laghetti incontaminati, i corpi delle giovani vittime cominciano improvvisamente a cadere uno dopo l’altro, avviando una contabilità che sembra non tornare affatto…
Ecco l’incipit:
Zanon abbassò il binocolo e si passò una mano sotto il basco nero, retaggio di nove anni trascorsi da ufficiale nel Secondo Reggimento Genio Guastatori di stanza a Trento. Un ricordo e una condanna. Conosceva a menadito valli e montagne di quella zona, molto meno il cielo infido che le incappucciava; le nubi subdole, nere come il suo copricapo, che avevano dato la stura al diluvio e all’apocalisse che ne era seguita.
(per continuare la lettura delle prime pagine clicca qui).
Con racconti di Sandro Battisti, Emiliano Federico Caruso, Andrea Cattaneo, Claudio Chillemi, Davide del Popolo Riolo, Elisa Franco, Giulia Massimi, Franco Ricciardiello, Erica Tabacco, Dario Tonani.
”Fuoco dalla terra”, a cura di Luca Ortino e Carmine Treanni, Odissea Fantascienza n. 187, Delos Books, pagg. 272, 19,00 euro (edizione cartacea), 5,99 euro (ebook).
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