Non è la prima volta che mi capita di comparire su un libro scritto da altri in veste di “presentatore” o “commentatore”, per prefazioni e introduzioni. In realtà, mi è successo di scrivere anche brevi endorsement per fascette e quarte di copertina.

Mai però a un autore straniero, un’autentica pietra miliare del genere, padre indiscusso (con William Gibson) del movimento cyberpunk, proveniente oltretutto da Oltreoceano, terra nei confronti della quale noi italiani – lettori e autori di fantascienza – abbiamo sempre nutrito una sorta di complesso d’inferiorità, quanto giustificato non sta a me dirlo.


Sta di fatto, che questa volta è accaduto: il libro in questione è “Robots Artists & Black Swans: the Italian Fantascienza Stories” del grandissimo Bruce Sterling, in uscita a marzo 2021 per l’etichetta Tachyon Pubblications, importante casa editrice americana fondata nel 1995 e vincitrice con i suoi titoli dei principali premi dedicati alla science fiction, alla fantasy e al new weird: dall’Hugo al Nebula, dal World Fantasy Award allo Sturgeon, dal Locus al Grand Prix de l’Imaginaire, dal Sidewise al Philip K. Dick.

Il libro, impreziosito da un’introduzione di Neal Stephenson e dalla prefazione a firma dell’autore, ospita le storie italiane – racconti e romanzi brevi – dell’amico Bruce, quelle per intenderci del suo alter ego italico, Bruno Argento, molte delle quali (ma non tutte) raccolte con giustificato orgoglio su Urania nel settembre 2015 sotto il titolo di “Utopia pirata” (con lo strillo “Antologia inedita in anteprima mondiale”).

A me, in quanto “autore di casa”, è stato chiesto di scrivere una lunga postfazione che ho intitolato “Bruce Sterling, Erudite Dreamer and Pirate”. Un onore e una soddisfazione immensi, che voglio considerare molto più che un traguardo personale, ma come una conquista di visibilità internazionale per tutta la fantascienza italiana, a cominciare ovviamente da quella di Sterling/Argento. E non solo…

L’antologia, che è una riedizione ampliata e con contenuti inediti di un volume pubblicato dalla stessa casa editrice nel 2016, ospita sette storie, ha la copertina (molto “italiana”) dell’artista John Coulthart e ha già suscitato l’attenzione di Locus e di Pubblishers Weekly.