Due straordinari maestri della fantascienza mondiale – ma non solo – di cui quest’anno ricorrono i cent’anni dalla nascita: Isaac Asimov (1920-1992) e Ray Bradbury (1920-2012). Una coppia di miti attorno alle cui opere hanno sognato lettori di ogni età e si sono formate generazioni di scrittori, all’estero come in Italia.

Da qui, accanto alle numerose iniziative editoriali che in tutto il mondo sono state programmate per ricordarli, è nata anche l’antologia “Bicentenario” curata da uno dei decani della fantascienza italiana, Paolo Aresi, per i tipi della Delos Digital.

Quattordici scrittori, divisi in due squadre di sette componenti, che si sono cimentati ciascuno in un racconto per celebrare l’autore a cui in qualche modo si sentono di più vicini o verso il quale riconoscono un debito di riconoscenza maggiore per la propria formazione. Con i contributi di due “Special Guest”- Edgar Allan Poe e Stanley G. Weinbaum – che a loro volta, come recita anche lo strillo di copertina, ispirarono i maestri americani.

Ognuno è stato ovviamente libero di scegliere. Io non ho avuto dubbi, e anche se devo le mie primissime letture fantascientifiche a Isaac Asimov, ho optato per Ray Bradbury, che della science fiction è stato un ambasciatore davvero completo capace però anche di spaziare al di fuori del genere, con opere weird, horror e mainstream. Oltre a essere stato sceneggiatore a Hollywood di un grandissimo classico, “Moby Dick, la balena bianca”, tratto dall’omonimo romanzo di Hermann Melville, pellicola del 1956 diretta da John Houston. Altra piccola nota che mi ha fatto propendere per il papà di “Cronache marziane” (1950) sono state le prime righe della sua opera forse più conosciuta nel mondo – “Fahrenheit 451“, del 1953 – che considero uno dei più folgoranti e straordinari incipit mai scritti: “Era una gioia appiccare il fuoco. Era una gioia speciale vedere le cose divorate, vederle annerite, diverse”.

Il mio racconto, dal titolo “La baia”, s’inserisce nel filone weird dello scrittore di Waukegan, ma omaggia anche uno dei temi a lui molto cari: i riti d’iniziazione dei bambini, quel passaggio a volte doloroso e traumatico tra l’infanzia e l’adolescenza. E piove, come in un altro incipit spettacolare di Bradbury, quello del racconto “Pioggia senza fine” (che in questo tormentato 2020 celebra il traguardo dei settant’anni tondi). La vicenda ipotizza idealmente anche un incontro in teoria possibile, ma in realtà credo mai avvenuto dal vero, tra Bradbury e l’artista colombiano, ormai ottantottenne, Fernando Botero. Ma non voglio fare spoiler, per cui mi limito a darvene un assaggio con le prime righe.

Brody si aggiustò gli spallacci dello zaino e scrutò il cielo grigio, strizzando le palpebre dietro le lenti degli occhiali. Spalancò la bocca e tirò fuori la lingua.
Pioveva. Un’acquerugiola svogliata, capricciosa, cocciuta. Aghi d’acqua, fitti e sottili da sembrare capelli. 
Serrò le labbra in una smorfia e masticò a vuoto, strofinando le lenti sul colletto della camicia.
«Sei pronto?» esordì papà nella sua cerata giallo limone. «Oggi è la giornata perfetta, le vedrai, sono pronto a scommetterci».
Lui si rimise gli occhiali e guardò il mare, una tavola d’ardesia senza neppure una macchia di schiuma. Possibile che fosse così fermo? Che cosa diamine poteva uscire da un sasso? Comunque fosse, non gli andava di scommettere con suo padre, voleva solo contemplare da vicino quanto gli era stato promesso, camminarci in mezzo, toccare con mano il prodigio di cui aveva tanto sentito parlare.
«Quanto ci vuole?» chiese calcandosi sulla testa il cappello di lana idrorepellente.
«Un paio d’ore a passo svelto. Due e mezza se t’incanti a bere questo piscio gelato».
«E come sono?».

L’uomo sembrò pensarci su, quasi che da quella risposta dovesse dipendere chissà che, magari un ripensamento, un cambio di programma. «Grasse» rispose di primo acchito. «Non immagini quanto. Hai mai visto un quadro di Fernando Botero, il pittore?».

In rigoroso ordine alfabetico, ecco la squadrata. A voi scoprire con quale divisa si presentano in campo: Giulia Abbate, Luigi Calisi, Angela Clerici, Franci Conforti, Lorenzo Crescentini, Davide Del Popolo Riolo, Antonio Martino, Maico Morellini, Silvio Sosio, Dario Tonani, Francesco Troccoli, Emanuela Valentini, Alessandro Vietti e Alain Voudì. Oltre ovviamente ai già citati Edgar Allan Poe e Stanley G. Weinbaum.

“Bicentenario”, collana Odissea Digital Fantascienza, Delos Digital, pagg. 328, euro 3,99 in ebook, prossimamente in volume cartaceo.