Infect@

Milano 2025. In città circola una nuova droga: per assumerla non occorre bucarsi, non servono aghi né pipette. Niente neve, pasticche, fumo. Bastano gli occhi. Un monitor. Un po’ di “sano” relax in poltrona…

Se vi piacciono i vecchi cartoni animati, avrete anche di che farvi due ciniche risate. I +toon sono pensati apposta per il più colorato degli sballi. Non siete voi ad andare dai cartoon, ma loro a venire da voi. Letteralmente! Peccato che, a conti fatti, non sia poi così… divertente. I punti di vista cambiano in fretta quando attorno a voi il mondo non è più lo stesso. E sono in tanti a rimetterci la pelle.

Cletus è un ex poliziotto con il vizio dello sballo facile. Vive di espedienti e assume droga di seconda mano. Fino a quando nelle sue mani capita per caso un tera disc che contiene un +toon decisamente speciale, la prova “provata” che le immagini “dopate” possono viaggiare in rete, aggirando qualsiasi ostacolo: dal produttore al consumatore via monitor di un pc.

Una fortuna? Una maledizione? Entrambe le cose, probabilmente. Dipende dalla prospettiva dalla quale si guarda. Il commissario Lapo “Lupus” Montorsi e il suo vice maghrebino Khaled Mushmar vogliono vederci chiaro e per farlo ingaggiano un sinistro gioco a rimpiattino nei quartieri più cartoonizzati di Milano. Obiettivo: trovare Cletus, prima che siano i boss del narcotraffico a trovare lui.

Per la sua forte componente lisergica, “Infect@” può essere considerato un romanzo di “fantascienza pop”, cucinato in salsa noir. Pubblicato nell’aprile 2007 su Urania (n. 1521), dopo essere arrivato secondo all’edizione 2005 dell’omonimo premio, ha ispirato una serie di storie brevi, la prima delle quali – “Velvet Diluvio” – è uscita, sempre su Urania, a ottobre dello stesso anno (in coda a “Gli orrori di Quetzalia” di James Morrow, Urania n. 1527). Del romanzo sono stati opzionati i diritti cinematografici. Il sequel – “Toxic@” – è stato pubblicato nella collana mondadoriana nel settembre del 2011.

L’incipit

Gooooodmomiiiing, caaartoooooooooons. Sono le 7.30 spaccate, calpestate e maaaasticate di un pioooovosissimo mercoledì senza…
Cletus allungò la mano ad abbassare il volume della radiosveglia. Urtò il bicchiere e ne sparse il contenuto sul vecchio monitor di computer che, capovolto, gli faceva da minuscolo comodino. Si sollevò dal cuscino. Fissò ansimando i led rossi della sveglia. Le 7.3∞. Crash B. aveva ragione, erano le sette e… ora-di-alzarsi. Il led più a destra non era un led, lo sembrava soltanto. In realtà era un piccolissimo cartone, un pesce finto nell’acquario, un dente che faceva male. Era il simbolo di infinito (un attimo prima), una faccina sorridente (dopo), il dito medio alzato (adesso). Fuori era ancora buio, l’insegna al neon del bar all’angolo sfrigolava tra le stecche della tapparella rotta. Sul muro di fronte, una griglia di linee rosse che non assomigliava a niente.

Link

Qualche approfondimento:
Intervista con Francesco Gatti su RaiNews24 (puntata del 13 gennaio 2009)
Recensione di Fantascienza.com.
Recensione di Carta.
Recensione su Il Recensore.com e su L’isola di Mompracen.
Recensione su Napolinoir.it.
Recensione su Miusika.net.
Recensione su Avenue 24Cinque.
Articoli su “Libertà” (il primo e il secondo)
Articolo su “La Cronaca”.

Una recensione in Giappone.

I commenti sul romanzo dei lettori di UraniaMania.

Sul set di “Infect@”: i luoghi del romanzo attraverso l’omonimo gruppo di flickr.

“Infect@” nella tesi di dottorato di Irene Incarico dal titolo “Il cyberpunk in Italia: testimonianze letterarie e linguaggi mediatici” (Dottorato in Ricerca italianistica, Università degli studi di Trieste, discussione 27 febbraio 2009). Link alla tesi (poi a pag. 109).

La tavola vincitrice del concorso indetto da “Fondazione” per immagini ispirate all’universo di “Infect@” (“Due mondi” di Jessica Farella, Fiuggi 2008).

La pagina “Infect@ & Toxic@” di Facebook.